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“762 CADAVERI TROVATI”: L’FBI scopre un tunnel segreto sotto la prigione di Alcatraz e gli agenti rimangono senza fiato per ciò che vedono all’interno

“762 CADAVERI TROVATI”: L’FBI scopre un tunnel segreto sotto la prigione di Alcatraz e gli agenti rimangono senza fiato per ciò che vedono all’interno

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La scoperta scosse le fondamenta di una delle istituzioni più leggendarie degli Stati Uniti. Sotto l’ex prigione di Alcatraz, l’FBI trovò un tunnel segreto rimasto nascosto per decenni, sigillato da strati di cemento, ruggine e silenzio. Ciò che trovarono all’interno lasciò gli agenti senza parole e provocò un’immediata reazione a Washington: 762 corpi umani, allineati in diverse sezioni del passaggio sotterraneo, alcuni ridotti a resti scheletrici, altri straordinariamente ben conservati grazie alle condizioni del sito.

L’operazione iniziò come un’indagine tecnica di routine. Una squadra forense dell’FBI fu convocata sull’isola dopo aver rilevato anomalie strutturali in una scansione di stabilità del terreno, parte di un programma federale per la conservazione degli edifici storici. Esaminando vecchie mappe e planimetrie incomplete della prigione, gli ingegneri scoprirono un vuoto non registrato sotto il Blocco D, una delle aree più temute di Alcatraz. Da lì, l’intervento divenne urgente e altamente confidenziale.

Quando gli agenti riuscirono ad aprire il varco d’accesso, trovarono un tunnel scavato con precisione, rinforzato con travi metalliche risalenti all’inizio del XX secolo e lungo oltre 400 metri. All’interno, la scena era raccapricciante. I resti umani erano disposti alla rinfusa, alcuni avvolti in teli, altri ammucchiati senza alcuna identificazione. Il conteggio preliminare fornì una cifra che fece rabbrividire anche gli investigatori più esperti: 762 corpi.

“Nei miei 30 anni di carriera, non ho mai visto niente del genere”, ha dichiarato un alto funzionario dell’FBI direttamente coinvolto nell’ispezione iniziale. “Questa non è una sepoltura improvvisata. Ci sono degli schemi, ci sono delle fasi, c’è una storia oscura che non comprendiamo ancora appieno”. La dichiarazione breve e misurata rifletteva l’impatto emotivo che la scoperta aveva avuto, anche tra coloro che erano abituati a scene estreme.

Alcatraz, ufficialmente nota come la prigione federale più sicura del suo tempo, ospitò alcuni dei criminali più pericolosi del Paese tra il 1934 e il 1963. La versione ufficiale ha sempre sostenuto che nessun prigioniero venne giustiziato in segreto e che tutte le morti avvenute al suo interno furono documentate. Tuttavia, il tunnel appena scoperto riapre un capitolo che molti credevano chiuso per sempre.

Le prime analisi forensi suggeriscono che i corpi risalgano a periodi diversi. Alcuni resti potrebbero risalire agli anni ’30 e ’40, mentre altri sembrano essere antecedenti alla conversione dell’isola in prigione federale, quando Alcatraz fungeva da fortificazione militare e centro di detenzione. Questa sovrapposizione di epoche supporta l’ipotesi che il tunnel sia stato utilizzato per decenni per nascondere decessi mai ufficialmente registrati.

“Questa scoperta ci costringe a rivedere l’intera narrazione storica di Alcatraz”, ha affermato un altro portavoce dell’FBI, che sta coordinando le comunicazioni interne per il caso. “Non stiamo parlando di un incidente isolato, ma piuttosto di un sistema che potrebbe aver funzionato per anni senza essere scoperto”. L’indagine è ora focalizzata sull’accertamento dell’identità delle vittime e delle circostanze in cui sono finite in quel passaggio sotterraneo.

Le ricadute politiche furono rapide. I legislatori federali chiesero l’accesso immediato ai rapporti preliminari e invocarono la creazione di una commissione indipendente. Il Dipartimento di Giustizia, da parte sua, autorizzò finanziamenti straordinari per accelerare i test del DNA e l’analisi dei fascicoli classificati. L’obiettivo ufficiale è quello di chiarire i fatti e offrire una spiegazione trasparente, sebbene internamente si riconosca che il caso potrebbe diventare uno dei più grandi scandali storici legati al sistema carcerario statunitense.

L’FBI ha anche confermato che il tunnel non era presente in nessuna planimetria ufficiale nota. Ciò suggerisce l’esistenza di lavori di costruzione clandestini, eseguiti con la consapevolezza del personale interno o di autorità di alto livello. “Niente di tutto ciò avrebbe potuto essere fatto senza logistica, senza un’autorizzazione implicita, senza una catena di silenzio”, ha ammesso lo stesso funzionario che ha condotto l’ispezione. Le sue parole, pronunciate con cautela, riflettono l’entità della sfida istituzionale che si prospetta.

Da un punto di vista scientifico, lo stato di conservazione di alcuni corpi ha sorpreso gli esperti. L’umidità costante, la mancanza di luce e la temperatura stabile del sottosuolo hanno creato un ambiente che ha rallentato la decomposizione in diversi casi. Questo apre le porte a un’identificazione più precisa delle vittime, alla ricostruzione delle cause di morte e alla definizione di linee temporali più chiare. Ogni dato recuperato si aggiunge a un puzzle che sembra non avere fine.

La notizia si è diffusa rapidamente e ha scatenato un’ondata di reazioni sui social media. Per molti cittadini, la scoperta conferma i sospetti alimentati da tempo da voci e resoconti non ufficiali su Alcatraz. Per altri, rappresenta una ferita aperta nella memoria collettiva di un Paese ancora alle prese con le ombre del suo passato istituzionale. L’FBI, consapevole della delicatezza della questione, ha optato per un basso profilo mentre gli scavi e le analisi dei resti proseguono.

“Ciò che abbiamo scoperto cambia il significato di questo luogo”, ha riassunto un agente veterano dell’FBI impegnato nella sorveglianza del sito. “Alcatraz cessa di essere solo un simbolo di punizione estrema e diventa un palcoscenico per profondi interrogativi su potere, impunità e silenzio”. Questa riflessione, condivisa in un rapporto interno, riassume il sentimento che ora domina l’isola.

Mentre le indagini procedono, il tunnel di Alcatraz rimane un inquietante promemoria del fatto che anche i monumenti più studiati possono nascondere segreti devastanti. L’FBI si è impegnata a segnalare ogni sviluppo rilevante e a garantire che le vittime, rimaste anonime per decenni, ricevano almeno una qualche forma di riconoscimento storico. Nel frattempo, la nazione osserva con il fiato sospeso, consapevole che la verità che emergerà da quel passaggio sotterraneo potrebbe riscrivere un capitolo scomodo della sua storia.